Dell’essere omofobi e non rendersene conto

(da qualche giorno sto usando anche medium, questo post si trova anche a questo link)

C’è questa cosa che ritorna di continuo, da quando è cominciata tutta la questione intorno alla legge per le unioni civili, che poi dovrebbe essere semplicemente un matrimonio, ma insomma, non mi addentro nella questione legge perché non è di quella che volevo parlare.

Ecco, c’è questa cosa ricorrente, sulla famiglia naturale che sarebbe in pericolo se non sia mai tu concedi alle coppie omosessuali di sposarsi. Nessuno riesce a capire quale potrebbe essere mai il pericolo per la famiglia naturale, visto che come ha scritto un po’ di tempo fa nientepopodimeno che un prete, ora non ricordo il link ma quando lo trovo lo aggiungo, la famiglia naturale era già in crisi da quel dì senza bisogno di andare a cercare cause o alibi esterne, ergo piantiamola con questa storia.

Ecco, di preti così capaci di evidenziare un problema senza dare la colpa all’esterno ma guardandosi in faccia come nella migliore tradizione dell’uomo adulto che non deve sempre dire ‘è colpa tua se le cose mi vanno male’ (sempre troppo pochi) ce ne vorrebbero molti di più.

Perché qui c’è un esercito di gente che non ha ben capito cosa succederebbe alla sua vita se per caso le coppie omosessuali ottenessero il diritto di sposarsi come si possono sposare le coppie eterosessuali. Niente, succederebbe. Perché non è che una coppia gay ti rovina la vita. A meno che a te non piacciano i gay, ovvio.

Se non ti piacciono in effetti vederle sposarsi potrebbe roderti parecchio. E allora potresti voler trovare tutti i motivi possibili e immaginabili per impedire questi matrimoni che non vuoi. Un po’ come Don Abbondio che tirava fuori tutte le scuse possibili per evitare di sposare Renzo e Lucia dopo l’incontro con i bravi. Risultando peraltro sempre meno credibile e sempre più impaurito.

Ecco, di tutte le scuse poco credibili quella che mi piace sempre è ‘ma qui ci sono tanti problemi per la famiglia tradizionale, ci sono tante famiglie di cui lo Stato non si occupa, dobbiamo occuparci di quelle, non creare nuove famiglie’.

Allora. Premesso che sì, manca una seria politica di aiuto da parte dello Stato alle famiglie che decidono di avere figli, perché le conosco pure io, le famiglie che non trovano posto nei nidi, che ci mettono tanto tempo a sposarsi e a decidere di riprodursi perché ci sono troppi fattori incerti, che vengono viste male appena c’è qualcosa che riguarda proprio il loro essere famiglia e avere esigenze tipiche da famiglia, tipo ‘mio figlio sta male, devo prendere un permesso al lavoro’. Non parliamo dei sottili ricatti cui vengono sottoposte le persone che vorrebbero farsela, una famiglia, ma si sentono chiedere durante i colloqui se pensano di avere figli. Potrei andare avanti di questo passo per secoli, elencando una serie di problematiche da smontare per cercare di rendere molto più agevole la vita delle famiglie cosiddette tradizionali (perché naturale, a dire il vero, manco per il cavolo).

Ma.

Il fatto che le coppie omosessuali possano o meno sposarsi, con tutta questa faccenda delle famiglie tradizionali che non sono abbastanza supportate dalle istituzioni, dallo stato, dalle amministrazioni, da chi vi pare, non ha niente a che vedere.

Lo dico in maiuscolo casomai non fosse chiaro. UN MATRIMONIO TRA DUE PERSONE DELLO STESSO SESSO NON PEGGIORA IN NESSUN MODO LA VITA DELLE FAMIGLIE TRADIZIONALI.

Invece potrebbe migliorare nettamente la vita delle coppie omosessuali che vogliono averla, una famiglia riconosciuta ufficialmente. Basta pensare a tutti i diritti a cui ha accesso una coppia legalmente riconosciuta, e non parlo della possibilità di adottare figli. Parlo di cose banali a cui nessuno pensa ma che possono presentarsi all’improvviso. Come il diritto ad assistere la persona amata in ospedale nel momento in cui non possa prendere decisioni sulla sua salute, invece di essere lasciat* fuori dalla porta come cani quando magari vivono insieme da anni come fossero sposat*, anche se non c’è un riconoscimento ufficiale alla loro unione.

Non cito altri fattori, come la reversibilità, altrimenti Giovanardi si risente. Ma anche quella, voglio dire, se il diritto esiste per le coppie etero, non si comprende perché non debba esserci per le coppie omosessuali. Però non è una questione venale, quella che faccio.

È una questione di umanità. È qualcosa a cui si dovrebbe tendere, tutti. Qualcosa che si dovrebbe desiderare per tutti i propri simili.

Certo, prima bisognerebbe considerare gli omosessuali come propri simili.

E il problema è questo, in fondo. Chi accampa scuse di qualunque tipo, chi trova minacce verso le unioni civili o il matrimonio di coppie omosessuali, non vuole sentirselo dire perché è brutto, perché è offensivo, e ‘io ho tanti amici gay’. Ma l’unico, vero motivo per cui non vuole le unioni tra coppie omosessuali è che non considera chi è omosessuale come un suo simile.

E quindi non è altro che omofobo. Non esiste un altro modo di dirlo, e cercare alibi non serve.

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