Prime impressioni sul nuovo anno

Quindi è passato un mese.

A dire il vero, dopo il 2015 speravo meglio.  Non fuochi d’artificio, ricchi premi e cotillon, ma un po’ di tranquillità emotiva sì.

Invece abbiamo all’appello casini in famiglia,  ansia e panico diffusi, sonno spezzato alle tre del mattino,  alle cinque se va particolarmente bene,  pianti mattutini e risvegli da zombie.

Sul fronte lavoro dopo un buon inizio siamo di nuovo in attesa.  D’altra parte quello lo sapevo,  è il problema delle ricerche di mercato (sì, mi sono rimessa a fare interviste in mancanza di qualcosa di più stabile,  quindi se capita che vi chiami siate gentili e dite ‘non mi interessa, grazie’. Io riaggancio senza problemi perché non dovendo vendervi nulla non ho cerbero alle spalle che mi minaccia psicologicamente. Con buona pace della simpatica stalker che mi legge di continuo e mi dedica anche post denigratori).

Volevo provare a dare un esame, almeno,  visto che è stato un casino da ottobre in poi. Ma ho perso la possibilità di febbraio e ora devo aspettare maggio.

E aspetteremo.

Nel frattempo cerco di fare cose carine come al solito. Sto continuando a tenere aperti i posti del Touring a Milano.

Tipo domenica prossima.  Mi tocca San Fedele. Non l’ho mai vista e mi sembra una buona occasione.

Tra tre settimane tocca al Museo Francesco Messina. Che è una ex chiesa sconsacrata. Ci sono già stata, lì. Mi farà piacere tornarci.

Poi sono stata a protestare davanti al Pirellone che Maroni aveva preso per una sua proprietà e ci aveca fatto scrivere Family Day tenendo accese le luci degli uffici oltre l’orario di chiusura.  Considerando che la Regione riceve tasse dai cittadini ed è ente periferico che rappresenta lo Stato,  diciamo che ha fatto una cazzata.

Per tornare alle cose che mi piacciono ho cominciato a scatrare una foto al giorno,  insieme a un po’ di amici.  Sono su instagram. Cercate l’hashtag #frenfi366 pee vederle tutte. #frenfi366giuliana per vedere le mie.

Per ora è quanto. Voi fate i bravi e ogni tanto pensatemi. Magari portatemi anche a bere che mi serve.

(ho scritto da smartphone, segnalate pure i refusi)

 

 

 

 

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