L’utero è mio e lo gestisce il ministro

Dicono brutte cose di facebook e della disinformazione che propaga. Forse è vero, che facebook a usarlo male diventa deleterio. Io però ho una serie di contatti che condivide notizie verificate, che critica in modo accurato e puntuale.

Grazie a uno dei miei contatti oggi ho scoperto che il ministro della salute, insieme al ministro degli interni, ha presentato un ddl che prevede il carcere e una multa abnorme per chi dovesse ricorrere alla gestazione per altri (GPA d’ora in poi). Quella roba chiamata obbrobriosamente utero in affitto.

Ah, il carcere e la multa non sono previsti solo per chi dovesse ricorrervi su territorio nazionale, cosa impossibile, visto che il nostro Paese è ancora arretrato sulla questione. Sono altresì previsti per chi vi ricorre all’estero in quei paesi dove è legale.

Ora, a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca. E stranamente la gestazione per altri, prima ancora di una serie di problemi molto più pregnanti e diffusi, tipo l’irreperibilità di alcuni medicinali salvavita nelle farmacie o l’impossibilità di accedere alla IVG nei tempi previsti dalla legge per assenza di medici non obiettori negli ospedali, diventa l’emergenza numero uno del nostro ministro della salute quando stiamo parlando di unioni civili per coppie omosessuali e possibilità di stepchild adoption (ormai con una legge futura, che non si sa quando sarà discussa visto che alla camera il M5S sta cominciando a rompere di nuovo gli zebedei sul ddl Cirinnà).

Ancora più stranamente l’emergenza diventa sempre più importante quando Nichi Vendola, o meglio, il suo compagno, canadese, quindi perfettamente in regola per la legge italiana, ricorre alla GPA in un paese dove è permessa e perfettamente legale, tra l’altro nemmeno in odore di sfruttamento del corpo della donna, per poter mettere al mondo un figlio. Che a mio parere è un desiderio abbastanza legittimo per una coppia consolidata che sta costruendo un futuro insieme. Non è che tutti quelli che stanno insieme da anni devono avere figli, eh, se non ne vogliono buon per loro, se ne vogliono adesso esiste la possibilità di essere una coppia di padri. Anche se l’idea sembra far venire le bolle a qualcuno.

La parte migliore, si fa per dire, di tutta questa emergenza, è che la Lorenzin e Alfano, nonché tutti i rimbecilliti che sono d’accordo con loro, hanno pensato a questa genialata di legge in difesa dello sfruttamento delle donne, perché non sia mai che una donna possa davvero volere partorire un figlio per altre persone. Non è possibile. Stiamo scherzando. Ma come, tra la donna e il feto si crea un legame indissolubile, cosa vogliamo fare, strappare il bambino all’utero materno. MA BASTA, PER DIO.

Io non credo che potrei mai essere una madre surrogata, come si dice in altri termini. Ma se una donna che sceglie liberamente di esserlo fa una cosa che io non farei, per quale motivo devo impedirglielo, soprattutto in presenza di leggi che glielo consentono? Perché se una donna in Canada vuole essere madre surrogata il ministro Lorenzin pensa di doverla difendere da uno sfruttamento che sta solo nella sua testa?

Perché si permette di dettare legge non solo al mio utero, ma a quello di donne che non hanno nulla a che fare con lei e che probabilmente le sputerebbero in un occhio se avessero una vaga idea di cosa sta combinando in compagnia di quella banda di retrogradi avulsi dal mondo reale che hanno messo in piedi questa cazzata.

Allora, io non è che abbia molte possibilità, a parte sperare che questo ddl venga trattato dal parlamento come carta per pulirsi il culo o raccogliere firme per la sua abrogazione il prima possibile casomai passasse sia al Senato che alla Camera (perché se aspetto le decisioni della consulta potrebbero passare anni e potrebbero finire in galera genitori di figli nati con GPA, ovviamente ridotti sul lastrico da multe ignobili).

Però l’idea che questa gente, con la scusa ipocrita di fare il mio bene e preoccuparsi che nessuno osi sfruttare il mio utero per permettere di nascere a un figlio desiderato da una coppia di uomini (lo so, sono più le coppie etero a ricorrere alla GPA, ma io penso male e continuo a essere convinta che il problema sia ‘vogliono ricorrervi anche due uomini, OMMIODDIOH NON POSSIAMOH PERMETTERLOH CHE SCHIFOH) si azzardi anche solo a mettere becco in una decisione che dovrebbe spettare a me, e solo a me, mi fa venire il voltastomaco.

A voi piacerebbe che Beatrice Lorenzin e Angelino Alfano venissero a dirvi ‘ehi, no, tu non puoi fare del tuo corpo quello che vuoi, perché noi abbiamo deciso che non va bene’?

Se la risposta è ‘nemmeno nel mio peggior incubo’, siamo sulla stessa lunghezza d’onda.

Annunci

Ehi, tu che stai per commentare. Sei proprio sicuro che il link al tuo blog inserito in calce al commento sia necessario?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...