Non fermatevi se volete leggere qualcosa di divertente.

O anche solo di spensierato.

Non è il periodo. Sono mesi che non è il periodo e invece di migliorare va di male in peggio. Avevo anche pensato quella roba tipo ‘è inutile rompere le palle al prossimo, tanto ha i cazzi suoi a cui pensare’. In realtà ci penso spesso, ma da qualche parte ho bisogno di scrivere. In effetti uno dei problemi degli ultimi mesi è che scrivo poco. Scrivo poco perché mi dispiace di non avere cose belle da scrivere.

Eppure con questa cosa devo fare un po’ la pace, e pure voi dovreste farcela, la pace. Che ci sono periodi oggettivamente di merda, dove tutto quello che fai sembra andare male, pure se ti impegni a farlo andare meglio che puoi. Non è una colpa. È che succede. C’è un problema, provi a risolverlo, ma evidentemente non basta quello che fai e ci metti più del previsto. Continui a provarci, ma quello non solo rimane lì. Di problema se ne aggiunge un altro. Poi un altro ancora. E ci perdi un po’ la testa. La mia, per esempio, parte abbastanza velocemente. Non è un mistero che io soffra di attacchi di panico, avevo anche lasciato delle istruzioni per evitare di fare danni quelle volte che per colpa del panico e dell’ansia mi capita di svenire. Ci sono abituata. Ecco, per dire, sono svenuta di nuovo pochi giorni fa. Mi sveglio di notte, dormo poco e mi sveglio. A volte nemmeno mi addormento, l’ansia mi tiene a occhi spalancati. A volte urlo.

Fa impressione, no? È una cosa da pazzi. Eppure a volte urlo, perché penso a delle cose che mi danno così tanto fastidio che voglio cacciarle via, e urlo ‘no’. Non ho ancora capito come mai i vicini non mi stiano prendendo a mazzate, ma forse quello non succede perché in realtà hanno paura che li prenda a mazzate prima io. Dovrei indagare.

Non è che dovete pensare voi, che sembra una roba da pazzi. Ci penso già io. Il problema è che certe cose in un modo o nell’altro devono uscire, e se non ne parli con qualcuno escono così. E io non sto parlando con nessuno.

Quasi, in realtà. Una sera mi sono alzata, ho trovato mio padre sveglio, gli ho detto che secondo me stavo impazzendo. Stiamo parlando di un uomo di più di ottant’anni che è quasi cieco e ha i suoi problemi di salute. Eravamo io e lui al buio davanti al televisore muto, a fare questa chiacchierata ai confini con la realtà. A casa mia le cose non si raccontano mai così come sono, bisogna sempre tenerle segrete, si dicono sempre a qualcun altro, mai ai diretti interessati. E non si parla. Io parlavo con mio padre di tutta la roba che mi sta spaventando a morte. Magari, ecco, qualcosa non gliel’ho detto perché ci sono alcune cose che a un genitore è meglio non dire. Non le dico nemmeno a voi, magari un giorno compro un quaderno e ce le scrivo.

Quella notte ho stabilito che devo trovarmi di nuovo un analista, perché quando succedono queste cose, che urli nel letto perché devi cacciare le cose che ti danno fastidio, è il momento di andare da qualcuno che magari sa cosa fare.

Sono preoccupata lo stesso, non dormo lo stesso, oggi sono tornata  a casa in lacrime, e avevo voglia di spaccare la testa a qualcuno perché comincio davvero a non farcela più. Però questa cosa qui, che mi serve un analista, almeno l’ho capita. Adesso che la sapete anche voi magari prendo e comincio a cercarne uno sul serio. Uno bravo come il mio a Roma, magari. Peccato che siamo un po’ lontani.

E adesso che l’ho detto anche a voi mi sento un pochino meglio.

Tornate pure a leggere qualcosa di divertente, se non vi siete lasciati dissuadere dal titolo. Io vado a cercare Guareschi, magari.

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3 thoughts on “Non fermatevi se volete leggere qualcosa di divertente.

  1. Coraggio. Ansia e rabbia vanno buttati fuori, già farlo qui è qualcosa, ma non lasciare che l’ansia condizioni la tua vita. Un abbraccio da una lettrice di passaggio.

  2. Leggo solo ora, e ho letto anche il post successivo. Non ho esperienze, né consigli da dare. Ma da uomo, da compagno di strada, un abbraccio ho la competenza per darlo. E darlo forte.

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