Voi ci pensate mai?

Dico a come sarebbe stata la vostra vita se invece che etero foste stati gay.

Io ho cominciato a pensarci un sacco di tempo fa, prima quando mio fratello si è fatto estorcere il coming out. Fino a quel momento avevo amici gay, ma non era una cosa che faceva parte della mia vita,. Era tangenziale. Gli amici gay erano amici che la sera tornavano a casa e facevano le loro vite. Un fratello gay, checché vogliano dirle quelli che l’omosessualità la vedono sempre e solo fuori di casa, cambia qualcosa negli equilibri familiari.

Io per esempio per un po’ di tempo ho dovuto fare da cuscinetto. Perché i miei sono anziani, lo erano già allora. Ci hanno avuti tardi, non posso nemmeno fare una colpa ai miei per avere quel tipo di mentalità. Che poi, i miei, in fondo, l’hanno presa piuttosto bene. Siamo passati dalle crisi isteriche di mia madre dei primi tempi a mia madre che qualche mese dopo faceva la spesa per quello che all’epoca era il ragazzo di mio fratello. Con cui siamo ancora amici, tra l’altro. Viene a trovarla ogni tanto quando mio fratello lo porta in giro per luoghi improbabili. Si parlano del più e del meno e stranamente lui capisce mia madre molto meglio di quanto riesca a me. Probabilmente perché anche lui arriva da un paesino, e la gente di paese si riesce a capire sempre meglio di come riesca a farlo una cittadina imperterrita come me.

Comunque i primi tempi erano stati davvero faticosi. In quel periodo ho avuto vicino tantissime persone che mi sono state d’aiuto, perché anche io avevo un sacco di confusione in testa. Già da ragazzina avevo problemi con la mia, di sessualità. Questa cosa ha ribaltato parecchie delle convinzioni che avevo.

Oh, intendiamoci, non ho mai pensato che i gay fossero qualcosa che non doveva esserci. Nemmeno i miei hanno mai fatto discorsi omofobi, e non facevano nemmeno quei commentini ammiccanti che fanno certi etero quando prendono per il culo qualcuno per il suo essere effemminato. Semplicemente non c’era nessun motivo di parlarne.

Poi il mondo ha cominciato a entrare in casa nostra. E abbiamo continuato a non parlare di omosessualità ma mia madre ogni tanto mi diceva cose come ‘mi raccomando non dirlo a nessuno’. Nel mentre io mi sono trasferita a Roma, e il nessuno erano i parenti di papà. A cui paradossalmente non fregava un cazzo di sapere queste cose. C’è da dire che nemmeno i miei zii hanno mai parlato di omosessualità o fatto discorsi omofobi. Da questo punto di vista a me è andata davvero di lusso.

Anche tra i miei amici, m’è andata di lusso. Pure quelli che frequentavo da ragazzina, in parrocchia, crescendo non hanno mostrato nulla che mi facesse pensare ‘questo è omofobo’. Quindi in confronto a un sacco di gente la mia vita di persona che a un certo punto si trova a porsi domande sull’omosessualità perché entra in casa sua è stata piuttosto semplice.

Quello che non è stato semplice è il vedere che da quando anni fa ho sentito il coming out di mio fratello il mondo che mi circonda sembra essersi accorto pure lui che esistono i gay, e rispetto ad anni fa l’impressione è che non gli piacciano poi molto.

Perché i gay vanno bene quando sono simpatici, divertenti, organizzano feste colorate, quando sono stravaganti e non pensano di essere accumunati alla cosiddetta gente normale.

Ma quando invece osano essere persone che potresti incontrare tutti i giorni al lavoro, che vogliono una famiglia, che pretendono pure di andare in giro per strada, magari baciarsi come fanno le coppie etero, senza che qualcuno li trovi disgustosi perché contro natura, arrivano i problemi.

A volte è bullismo strisciante che colpisce chi è più fragile e scopriamo, sempre dopo, che qualcuno si è suicidato perché intorno a lui c’è un muro di gente incapace di accettarlo e si trova solo.

A volte arriva a una roba folle come un pazzo che entra in un locale gay e fa una strage.

Ecco, io questa cosa non riesco a digerirla. Sì, forse ha ragione il mio amico Lorenzo, che dice che loro, come comunità gay, in fondo queste cose se le aspettano.

Io queste cose invece non me le aspetto. Continuo a restare basita quando viene picchiato un omosessuale, figuriamoci cosa mi passa per la testa quando mi arriva la notizia di una strage.

In questo momento penso che tutte le cose fatte negli ultimi anni, tutte le discussioni, tutte le manifestazioni, tutte quelle volte che sono scesa in piazza perché c’era un diritto delle coppie omosessuali da difendere, non siano serviti.

C’è ancora troppa gente che si preoccupa più di quelli che ci portiamo a letto che di quello che facciamo nella vita di tutti i giorni.

Possiamo essere persone in gamba, darci da fare quanto vogliamo per provare a migliorare le nostre vite senza danneggiare chi ci sta intorno, possiamo essere onesti, vivere nella legalità, essere buoni cittadini.

Se non andiamo a letto con qualcuno che per i nostri vicini è accettabile restiamo indegni di vivere. O al limite ce la andiamo a cercare se ci capita qualcosa di male.

Ecco, io ci penso, a come sarebbe stata la mia vita se fossi stata lesbica. Poteva capitare anche a me.

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