Maledetti immigrati, ci rubano anche il cordoglio.

Capiamoci.

A Dacca è successa una cosa orribile. Nessuno si è azzardato a negarlo. Dal momento in cui si è capito che c’erano 9 italiani a Dacca che sono stati torturati e uccisi nessun giornale o telegiornale ha più potuto ignorare la notizia.

Ovviamente, come è normale in queste circostanze anormali, il Governo ha fatto dichiarazioni ufficiali, anche ufficiose, perché nessuno può negare che sia una tragedia.

Poi, pochi giorni dopo, è morto Emmanuel Chidi Nambdi. Che probabilmente tra qualche mese sarà ricordato come ‘l’uomo fuggito da Boko Haram’ senza nemmeno avere più un nome, un’identità e una dignità. Già ora la compassione per la sua morte, ovunque, viene subordinata alla sua storia triste. Non conta che sia morto perché ha cercato di difendere sua moglie da insulti razzisti e che ne sia seguita una colluttazione. Conta sottolineare che lui è uno buono. Però sempre un immigrato. Come se in fondo se la fosse cercata. Perché era immigrato. Ma di quelli che non cacciamo via perché hanno la patente di immigrati buoni, loro sì, scappano da una zona dove sappiamo per certo che è successo qualcosa di brutto. Non era nemmeno musulmano, eh. Era cristiano. Frequentava una parrocchia. È il miglior immigrato che potevamo avere sul territorio nazionale. Che sfiga, eh, a beccare due razzisti. Che magari non gli avrebbero fatto niente, se non fosse stato così evidentemente immigrato.

Però per qualcuno questa cosa non è sufficiente. Qualcuno i distinguo li fa lo stesso. Soprattutto quando a commentare sono persone dichiaratamente di sinistra. Sono passata sulla pagina facebook della Presidente della Camera, rea di avere scritto un post sacrosanto, di cordoglio per la morte di Emmanuel Chidi Nambdi, colpita anche dal fatto che l’episodio sia accaduto nella sua regione di origine. Si sono riversati sotto quel post tutti i peggiori benaltristi che si possano incontrare. Perché la Presidente della Camera si è resa colpevole del reato di mancato cordoglio su facebook per i 9 italiani morti a Dacca.

In realtà sarebbe bastato fare una ricerca e si sarebbe scoperto che Laura Boldrini aveva già parlato ufficialmente dei morti a Dacca. Appena avvenuta la tragedia. E a voler togliere il cervello dal cellophane si sarebbe potuto capire che chi è all’interno delle istituzioni si sta occupando anche di loro, delle salme, del rimpatrio, dei funerali.

E lei è solo il caso più eclatante e più esposto. Ci sono altre persone apertamente di sinistra che sono state attaccate per il gravissimo reato di omissione di tweet o stato di facebook su Dacca. Perché sì, va bene, è morto un immigrato, e per colpa di due italiani, ma quando muoiono gli italiani per mano di questi stranieri alla sinistra non gliene frega niente.

C’è sempre questa necessità di dire che prima veniamo noi e poi vengono loro. Per le case, per il welfare, pure per il cordoglio ufficiale o ufficioso.

Maledetti immigrati, ci rubano anche il cordoglio.

(per ovvi motivi non nomino Salvini. Uno che non riesce a scrivere che è morto un nigeriano per mano di due italiani razzisti senza sottolineare che queste cose succedono per colpa della politica sull’immigrazione non è che meriti chissà quale riflessione)

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