Giornata della Memoria

Dice Mentana che è triste doversi ricordare per legge dello sterminio. Concordo.

Infatti la memoria si esercita tutti i giorni.

Anche quando si va in vacanza.

Anche domani quando faremo una catena da Piazza Lima al binario 21 della Stazione Centrale di Milano da cui partivano i treni diretti ai campi di sterminio (o prima ai campi di smistamento, dipende. C’è un corridoio, al binario 21, che ricorda per ogni viaggio la sua destinazione. Magari potreste fare una visita, è diventato il memoriale della Shoah di Milano. Magari un giorno che non sia oggi. Magari durante il resto dell’anno)

Qui sotto ci sono memorie di Roma, San Sabba, Torino, Padova, e da una settimana pure Milano.

Sono memorie che stanno lì 365 o 366 giorni l’anno.

Basta cercarle.

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Cos’hai fatto a Capodanno? TERMOSTATO

Potevo anche scrivere ‘sono andata a letto presto’, che per inciso è vero, anche se non ero in galera ma solo molto stanca. Alle 23.50 mi ha svegliata mio padre perché non sia mai che mi perda il primo minuto del primo giorno dell’anno.

In realtà avevo molte buone intenzioni,. prima che scattasse la mezzanotte. Volevo aggiornare il blog, per esempio. Ché sennò sembra che dal 28 novembre non abbia fatto nulla e invece sono successe un sacco di cose.

Invece no. Mi sono addormentata. Ultimamente mi addormento di colpo. Vado a dormire molto stanca, che è un bene. Mi sveglio tra le 4 e le 6, a volte pure alle tre. Questo è meno bene, però dormo. Quando non dormo prendo uno dei settanta libri che sto leggendo contemporaneamente e mi faccio venire di nuovo sonno.

E nonostante per il mondo quello passato sia stato un anno un po’ di merda, scusate il francesismo (voglio dire, stavo guardando Rogue One quando è arrivata la notizia della morte di Carrie Fisher. Se l’avete visto potete capire come mi sono sentita appena uscita dal cinema, quando ho scoperto che era morta. Se non l’avete visto non sto spoilerando), i miei ultimi mesi sono stati una sorpresa.

Non vorrei eccedere nell’entusiasmo, perché sono pur sempre su un Ufficio Reclami. Ma da quando ho deciso di ricominciare a prendere treni la mia vita è migliorata. E insomma, ricominciare a prendere treni non è stato semplicissimo, nell’ultimo anno.

Non parliamo di decidere di pernottare in altre città.

Però è andata così: ho deciso che se dovevo per forza morire povera e senza un lavoro tanto valeva farlo vedendo più cose possibile. Quindi ho cominciato ad andare in giro. Per l’Italia, per il momento.

Sapete che è successo? Da quando ho cominciato a prenotare biglietti del treno e stanze di albergo o B&B ho anche cominciato a lavorare più di quanto mi sia capitato di lavorare negli ultimi 3 anni (quando cercavo lavoro e non c’era verso di trovarlo).

Il fatto è che dopo aver ricominciato a fare interviste ho anche cominciato a fare la baby sitter. E così ho due lavori, uno molto precario perché dipende dalle indagini e l’altro solo il pomeriggio, almeno fino alla fine delle scuole.

La cosa straordinaria è che mi sto divertendo come non mi capitava da un sacco di tempo. Certo, non sto facendo cose che cambieranno i destini dell’umanità. Continuo le cose che ho fatto per tutto l’anno, come il mio corso di inglese, anzi, se mi tocca fare buoni propositi devo metterci quello di cominciare a studiare seriamente per il PET.

Continuo a fare la volontaria per il Touring, e anzi, ve lo dico, il sabato mattina cominceremo ad aprire alcune sale dell’Archivio di Stato in via Senato. Quindi se volete farci un giro, passate.

Continuo a prenotare biglietti del treno come se non ci fosse un domani. Per ora ho in programma Torino e Bologna. Poi vediamo cosa mi diranno gli sconti di Italo.

Sono appena tornata da Roma, e medito di tornarci presto.

Devo solo trovare il tempo per leggere e per andare più spesso al cinema, ma ce la possiamo fare.

Per il resto ho progetti non troppo grandi ma accessibili, per quest’anno. Ma magari ne riparliamo. Ah, già. Uno sarebbe ricominciare a scrivere con un po’ di costanza (non Miriano, eh) sul blog.

Perché mi rendo conto di avere un sacco di cose da dire. Manca il tempo per farlo. Ma mi impegno a trovarlo. Se non tutti i giorni, almeno una volta a settimana.

Ci vediamo qui, il 1 gennaio del 2018, per scoprire se ho mantenuto l’impegno.

Nel frattempo voi fate quel che vi piace. Che se c’è una cosa che ho imparato, lo scorso anno, è che il tempo non è eterno. Quindi è meglio fare quel che ci piace prima che sia tardi.

Buon anno a tutti.

 

In manifestazione c’ero anch’io

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In manifestazione c’ero anch’io e c’ero con la pinguina di Giuliana Maria Dea. Non ci credete? Ecco la prova nelle foto qui sotto. Sì, quello è il mio nome, quella sono io, sono con la pinguina di Giuliana. E sono felice ed emozionata.

Faccio parte di un piccolo gruppo di donne che senza nessuna formalizzazione si sono ritrovate a discutere intorno a questa manifestazione. Quello che mi ha attirata, in primis, è stata la volontà di portare avanti un discorso contro il femminicidio, contro la violenza di genere insieme ai maschi. Infatti ci sono anche uomini nel gruppo e c’è anche mio marito (da ora in poi Marito). Con loro tutte mi sono confidata e con loro ho condiviso considerazioni e perplessità. Anche durezze e divergenze. E alla fine mi piacciono, spigoli compresi.

Sabato non ci potevo essere e come me altre. A un certo punto la proposta di Carola: portarci lo…

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Cartoline dalla manifestazione contro la violenza sulle donne

 

(Questo post va in onda in forma ridotta per venire incontro alle esigenze di chi è stuf* di leggere NO nelle bacheche su facebook per via della campagna referendaria entrata nell’ultima settimana. Per par condicio ci metto pure un SI, e pure un FORSE, un POTREBBE, un PURTUTTAVIA e un MAGARA, per cui ringrazio Carletto Mazzone)

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I Reclami Inutili – Quella che non ci piace Gazebo

Che poi, voglio dire, è un sacrosanto diritto dello spettatore pagante, eh. Vedi Gazebo, pensi che Zoro sia un cretino (non io, eh, la Reclamante Inutile qui sotto, io penso che Zoro sia un genio e che dovrebbero minimo insignirlo di un Nobel per la letteratura che non andrà a ritirare perché dovrà partecipare a una fondamentale riunione del PD dove dovranno decidere a chi intitolare la sezione di Via La Spezia), te ne lamenti.

Magari mandi una mail di reclamo alla Rai. Senonché invece di mandarla alla Rai la mandi a me.

E a questo punto sì, che qualcosa non va. Perché se non sei nemmeno capace di trovare un indirizzo corretto per inviare una mail di reclamo a Mamma Rai, mi sorgono anche dei dubbi sulla tua effettiva capacità di capire il programma televisivo che hai davanti. Ergo forse il problema non è che Gazebo fa schifo, ma che tu non capisci una beneamata.

So che ci tenete tantissimo a leggere la mail, quindi ve la cadauno qui sotto (chissà se la spettatrice incavolata disprezzava pure Rocco Smitherson reggista de’ paura o se sarebbe capace di apprezzare la citazione):

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Comunque sono contenta di sapere che la spettatrice è una tra i fortunati incrementatori di PIL del Paese che siccome lavora e paga pretende vuole anche evitare di cambiare canale e di trovarsi davanti Gazebo che è un programma vergognoso. Cosa possiamo fare per aiutare questa spettatrice?

Ah, sì. Signora, se non le piace cambi canale. Sono sicura che Zoro e Makkox (quella specie di vignettista!!??) riusciranno a sopravvivere al dolore.

Per il resto, per fortuna non è lei a decidere i palinsesti Rai o la nostra vita già grama quando accendiamo il televisore diventerebbe grama e pure senza Gazebo. Che è l’apoteosi del #maiunagioia.

Allora. Il 26 novembre c’è una manifestazione di donne.*

*NUOVO AGGIORNAMENTO

La posizione ufficiale sarà questa

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Qualcuno lo dica alla giornalista femminista così prima che ci rimanga male a trovarsi in mezzo a tanti uomini brutti e cattivi.

*AGGIORNAMENTO

Ho trovato la conferma di quanto paventato nel post sotto. È bastato andare sul profilo facebook di una giornalista italiana nota per le sue posizioni marcate contro la GPA (e contro Nichi Vendola e il suo compagno in modo particolare) per trovare un riscontro delle voci.

Qui c’è qualche screenshot dei suoi post più ‘inclusivi’ dedicati alla manifestazione delle donne:

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Qui invece trovate un magnifico articolo della suddetta dove ho lasciato un ricordino tra i commenti. Perché francamente, l’unica risposta a una persona che dice ‘partecipo a condizione che gli uomini non ci siano’, a casa mia è ‘puoi anche stare a casa’.

 

A Roma.

Io ho già una stanza per alloggiare che andare in manifestazione a Roma implica la necessità di dormire in loco. Perché non ho più l’età per fare delle ammazzate in giornata.

E quindi sono pronta. Da un mese.

Ma.

In questi giorni sento cose strane. È una manifestazione di donne, sì. Ma le manifestazioni per me sono inclusive. A meno che tu non sia fascio, per dire, ché i fasci non ci devono essere in questo paese, e non è che devo dirlo io, dovrebbe essere nel DNA di tutti, le manifestazioni sono aperte a chiunque.

Ragazze, bambine, vecchie, madri, nonne, lesbiche, trans. Gay. Uomini etero.

Se non ci sono tutt* quell* che si sono rott* di vivere in una società che prende e se ne sbatte di quella che si chiama autodeterminazione delle donne, delle ingerenze sulle scelte per la propria esistenza, delle discriminazioni di qualunque tipo dovute all’essere nata donna invece che uomo, la manifestazione secondo me non è valida.

E non è che devono esserci e basta, tutte queste persone. Devono mescolarsi.

Voglio dire.

Ho partecipato a manifestazioni per i diritti LGBT. Non è che gli etero stavano in fondo al corteo. Stavamo in mezzo. Insieme a tutti.

Ho partecipato a manifestazioni per i diritti dei lavoratori. Da disoccupata. Non è che mi mettevano in fondo perché non avevo un lavoro. Stavo in mezzo ai manifestanti.

Che storia sarebbe quella che sento in questi giorni, che gli uomini possono pure esserci ma li mettono in fondo al corteo?

Chi l’ha deciso che gli uomini devono stare in fondo al corteo? Perché devono stare in fondo al corteo?

Io non li voglio in fondo al corteo. Li voglio insieme a noi. Perché non vai da nessuna cazzo di parte se non siamo tutt* insieme, a fare questa cosa-

Non è una roba che riguarda solo me perché sono donna, questa. È una cosa che mi tocca da vicino, ma tocca pure chi è padre, fratello, nonno, marito, o potrebbe esserlo.

I diritti delle donne non riguardano solo le donne.

Come i diritti LGBT non riguardano solo i LGBT. Come i diritti di qualunque minoranza non riguardano solo le minoranze.

I diritti delle donne sono una questione che riguarda l’umanità. E nell’umanità ci stiamo tutt*.

Quindi ditemi che è una cazzata, questa degli uomini in fondo al corteo.

Perché se gli uomini stanno in fondo al corteo, io il corteo lo faccio con loro. E vaffanculo.

Cose di Milano che mi piacciono particolarmente #1

Allora non so se nei giorni scorsi vi è capitato di sentir parlare della Caserma Montello, dove a Milano saranno ospitati, fino al 31 dicembre 2017, 300 migranti.

Beh, io sì. Ho sentito parlare della caserma, ho sentito parlare Salvini di manifestazioni contro l’arrivo dei migranti, e soprattutto ho sentito parlare della Festa Solidale organizzata dal comitato Zona 8.

Bene, è stata oggi. Allora, con un bel po’ di ritardo (niente, ho dormito, ho fatto tardi) ci sono andata anche io. A vedere cosa succedeva. E niente. Non succedeva niente che non fosse una roba bella da vedere.

Certo, ti devono piacere alcune cose come il pranzo alla buona dove ti fanno il risotto dei volontari, o le bancarelle che vendono la qualunque per autofinanziarti, o i Sentinelli, grandi e alle prime armi. Devono piacerti l’accoglienza, le persone che hanno voglia di fare festa insieme e non di cacciare qualcuno perché ‘c’eravamo prima noi’, le orchestre di quartiere, gli adulti che si mettono a fare bolle di sapone.

Non devi avere paura di trovarti davanti le camionette della polizia, perché ce n’erano tante, e vorrei vedere, con quei ragni neri e quelle cimici verdi che andavano in giro a minacciare contromanifestazioni perché dovevano cacciare dei migranti rei di arrivare da paesi dove l’unica cosa che ti resta da fare è scappare.

Ma insomma, non è successo niente, come era ovvio. Il clima era bello, la giornata non proprio limpida ma non ci si poteva lamentare, in fondo è sempre il 1 novembre.

Allora a me quando Milano fa queste cose mi piace proprio, pensare che sono di Milano e che questa qui è la mia gente. Anzi, ve la presterei pure un po’, la milanesità che non va in giro rompendo le palle perché deve cacciare gente, ma che arriva e ti porta da mangiare, ti accoglie, magari si sente chiamare buonista ma non gliene frega un cazzo perché alla fine è sempre meglio essere chiamati buonisti che stronzi.

Vi lascio un po’ di foto. Guardate come sono belli quei pericolosi buonisti armati di bolle di sapone. Io fossi in voi andrei un po’ a giocare con loro, la prossima volta. Oh, fanno delle bolle di sapone enormi.

#casermamontello #milano

Pericolosi buonisti armati di bolle di sapone alla #casermamontello #milano